La termoregolazione

Per termoregolazione si intende la capacità di un corpo di bilanciare la produzione e le perdite di calore, in modo da mantenere la temperatura corporea entro un range definito “normale”. Questo equilibrio è regolato a livello centrale dall’ipotalamo; perifericamente, invece, sono presenti i termocettori cutanei, più sensibili ai cambiamenti termici in alcune zone del corpo (viso, vie aeree superiori), meno in altre.

Studi recenti hanno dimostrato che, al contrario di quanto si credesse, i meccanismi di termoregolazione sono già maturi e differenziati prima della nascita (considerata sempre a termine):

la capacità di termoregolazione matura nel feto alla 32-33 settimana di età gestazionale.

Quindi concluderei dicendo che il pelle a pelle per la termoregolazione è importante, soprattutto per i nati prematuri, almeno fino al raggiungimento dell’età del termine previsto e per i neonati a termine nelle primissime ore di vita.

La prosecuzione del pelle a pelle è importante per il rafforzamento del legame madre-bambino.

Con ciò voglio dire che non dobbiamo sempre considerare “terapeutico” il portare in fascia.

Il contatto pelle a pelle in fascia è terapeutico per i prematuri o per bimbi immaturi dal punto di vista metabolico o neurologico.

Il neonato, se sano e a termine, è in grado di termoregolarsi autonomamente.

Chiaro, se ha la febbre, la mamma portandolo può aiutarlo ad abbassare la temperatura corporea.

Il contatto  fisico non è solo rassicurante per il bambino, ma ha diversi  effetti a livello  fisiologico.

Fardig ( 1980) ha riscontrato che, a parità di temperatura ambientale, i neonati trasferiti, immediatamente dopo la nascita, in culle riscaldate, presentavano mediamente una temperatura di 0.9°C inferiore a quella dei neonati lasciati a nudo contro il ventre materno.

Altri studi (Christensson, 1992) hanno riscontrato una temperatura corporea più elevata tra i neonati a nudo contatto con il ventre materno, rispetto a quelli tenuti in un lettino vicino alla loro mamma, specialmente dopo un’ora e mezza. Il corpo materno non è solo una fonte di calore per il bambino, ma è anche capace di adattare la sua temperatura, a seconda dei bisogni del neonato. Un gruppo di studiosi (Bauer, Pasel, Versmold ,1996) ha monitorato la temperatura corporea delle neo-mamme per i 5 giorni successivi al parto, confrontandola con quella di alcuni uomini e di alcune donne non partorienti. Hanno riscontrato che la temperatura delle neo-mamme aveva subito un’impennata durante quel periodo, specialmente dal secondo giorno in poi, presentando valori molto più alti rispetto a quelli degli altri gruppi. E’ risaputo che la temperatura corporea materna aumenta durante l’allattamento e che l’ossitocina è una dei possibili responsabili di tale effetto (Marshall, Cumming e fitzsimmons,1992).

Le analisi preliminari sul monitoraggio simultaneo della temperatura materna e infantile, durante i momenti in cui la mamma porta il bambino, hanno riscontrato la presenza di un fenomeno che Anderson e  Coll. (1995) hanno chiamato “ sincronia termica” : prima aumenta la temperatura corporea della madre , poi quella del bambino. Quando il bambino ha raggiunto la temperatura ottimale, quella materna decresce, tornando a livelli normali, a meno che non vi sia un calo nella temperatura del bimbo, nel qual caso, la temperatura materna subisce un immediato rialzo, agendo proprio come un termostato.

Il contatto favorisce la produzione di ossitocina materna, che aumenta la temperatura corporea; ciò comporta il poter dare un «caloroso abbraccio» al neonato, il quale percepisce un ambiente sicuro in cui il suo sistema nervoso parasimpatico può̀ regolare l’asse dello stress (produzione di cortisolo)

Il Babywearing sappiamo che è una scelta “a contatto” e quindi espressione di quanto non esiste Amore senza contatto fisico e le ricerche di Harlow (1958) e Bowlby – Siegel (2013) lo dimostrano.

MINIBIO

Antonella Gennatiempo è direttrice didattica del Centro Studi Scuola del Portare, è laureata in psicologia clinica e perinatale e counselor a mediazione corporea e formatrice.

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